E un vero spettacolo teatrale...
A Bisanzio - Storia di Anna Comnena, Imperatrice dei Romani


Uno spettacolo di Lucilla Giagnoni ed Emilio Sioli
Con Lucilla Giagnoni e Janos Hasur (violino)
Consulenza scientifica di Paolo Cesaretti
Luci Massimo Violato
Musiche di Paolo Pizzimenti e Janos Hasur

Per la prima volta sulle scene viene rappresentata una storia ambientata nell’antico Impero bizantino che vede protagonista una donna, la principessa Anna Comnena che voleva diventare Imperatrice dei Romani. La rappresentazione, intensa e profonda, propone, per molti aspetti, a distanza di quasi mille 1000 anni, uno scenario storico assai simile a quello contemporaneo. Come l’Impero bizantino di allora, anche l’Europa attuale si ritrova stretta fra due mondi contrari e incredibilmente vitali. Se a quell’epoca vi erano i Franchi in conflitto con i bellicosi popoli dell’Oriente musulmano, oggi vediamo gli Americani battersi con lo stato d’Israele contro i moderni stati Islamici, proprio nei medesimi luoghi illustrati dalla vicenda. Al centro di essa, una donna ambiziosissima, fiera delle sue radici e della sua antica civiltà “romana” che, spinta da una forte personalità unita ad una spiccata sensibilità femminile, cercherà di cambiare lo scenario politico dopo la morte del padre, l’Imperatore Alessio I Comneno. Il favoloso Impero bizantino viene da lei svelato come un mondo fantastico fatto di intrighi di palazzo, torture, colpi di stato, invasioni e deliri mistici. Un viaggio nella storia che ci offre un periodo sorprendentemente simile al nostro, dove a dominare la scena sono le stesse azioni, gli stessi desideri e soprattutto, gli stessi mezzi per realizzare i propri scopi. Se allora accadeva ai bizantini di sopravvivere - e noi sappiamo che furono in seguito sommersi dalla marea turca – ci chiediamo se oggi tocchi a noi europei subire la stessa sorte… Lo spettacolo è ispirato principalmente all’Alessiade di Anna Comnena, ma anche a scrittori dell’epoca come Michele Psello e Niceta Coniata, per fare alcuni esempi, grazie ai quali Federica Federici, Emilio Sioli e la stessa Lucilla Giagnoni hanno potuto scrivere un testo che attinge comunque a una storia millenaria, quella dell’Impero Romano d’Oriente. Lucilla Giagnoni ci offre poi uno stupendo ritratto di una donna figlia di quell’epoca ma che potrebbe vivere ai giorni nostri: affascinante, perfida, coraggiosa, fragile e coltissima, ma anche orgogliosa e consapevole al contempo di appartenere ad uno splendido mondo in agonia. La affianca il violinista ed attore ungherese Janos Hasur a cui è affidato il compito di renderci con la sua musica e la sua presenza scenica ciò che pensiamo essere stato il sapore del Mondo bizantino. Le musiche di Paolo Pizzimenti e le luci di Massimo Violato danno un contributo fondamentale a “reinventarne” il contesto sonoro e visivo.

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